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lunedì 22 ottobre 2012

Renault-Nissan: 1,5 milioni di veicoli elettrici entro il 2016

L'obiettivo iniziale di 500 mila veicoli elettrici plug-in da vendere entro il 2015 sembra ormai superato, e l'alleanza Renault-Nissan – da sempre leader nel trasporto elettrico – punta sempre più in alto, dichiarando di voler raggiungere vendite per 1.500.000 mezzi di trasporto ad alimentazione elettrica entro il 2016, anche grazie all'introduzione di nuovi modelli (Renault Zoe, Nissan e-NV200, e Infiniti LE) ed ai buoni risultati di Renault Twizy e della pionieristica Nissan LEAF (sul mercato dal 2010). Nella gamma di questi due marchi.

La motociclistica Renault Twizy - Quasi uno scooter elettrico
La motociclistica Renault Twizy elettrica

Solo la berlina Fluence ZE non sta dando grosse soddisfazioni, a causa di problematiche legate anche al partner Better Place.

La piccola Renault Twizy a due posti (quasi uno scooter elettrico coperto), lanciata nel 2011, ma le cui vendite hanno preso velocità nel 2012, risulta essere oggi la vettura elettrica più venduta in Italia (con 1.421 auto registrate dall'inizio dell'anno alla fine di settembre) così come è l'EV numero uno in Europa (13.500 le vetture vendute nello stesso periodo).

Nissan LEAF
Per quanto riguarda la Nissan LEAF – prima vettura 100% elettrica di questo tipo ad essere commercializzata – ci si aspetta una crescita delle vendite, grazie all'attesa riduzione del prezzo di listino una volta che la produzione (oggi limitata al Giappone) verrà intrapresa anche negli stabilimenti di Smyrna (Tennessee, USA) e Sunderland (Tyne and Wear, Gran Bretagna), rispettivamente alla fine del 2012 e nel corso del prossimo anno.

Ma la vera rivoluzione è attesa dalla Renault Zoe, una vera e propria vettura di segmento B – il più gettonato in Italia, con una quota di quasi il 38% del mercato auto nuove – che non richiede sacrifici in termini di spazio e con un'autonomia di oltre 200 chilometri. La politica di incentivi auto dedicati alla vetture elettriche (finora totalmente assente nel nostro Paese) sarà vitale per garantire successo in questo mercato, dove la Fiat di Sergio Marchionne sembra però essere rimasta al palo, e quindi poco interessata a spingere sull'acceleratore per favorire la vendita di veicoli elettrici.
Renault Clio 2012 e Renault Zoe ZE a confronto


Il 2013 sarà un'annata particolarmente importante per il progetto di mobilità elettrica tanto voluto dal numero uno di entrambe le aziende, Carlos Ghosn, con l'arrivo del veicolo commerciale elettrico e-NV200 e della berlina di lusso Infiniti LE, che permetteranno di allargare il bacino di utenza.
Nissan e-NV200
Sicuramente l'obiettivo è estremamente ambizioso, visto che alla fine di quest'anno le vendite arriveranno a circa 80.000 auto (25 mila Renault e 55 mila Nissan), e che quindi l'alleanza dovrà vendere 1,4 milioni di veicoli elettrici nei prossimi quattro anni, contando su una vera esplosione del mercato elettrico, espliosione che potrebbe trovare dei produttori (come Nissan e Renault) in pole position, mentre altri marchi – meno lungimiranti – potrebbero trovarsi a rincorrere.

venerdì 1 giugno 2012

Auto elettriche: incentivi in arrivo, finalmente


Questa sembra essere la volta buona: le commissioni Trasporti e Attività Produttive della Camera dei Deputati hanno adottato il testo unificato sull'auto elettrica (e non solo), che comporta un incentivo fino a 5.000 euro per chi acquista una vettura ad emissioni zero o fortemente ridotte.

L'ibrida Opel Ampera, Auto dell'Anno 2012
Oltre a ciò, si lavora su un piano di sviluppo per la necessaria rete di stazioni e strumenti di ricarica delle automobili elettriche. Normative che – finalmente – potrebbero permettere uno sviluppo delle vetture a zero emissioni (ZEV) anche nel nostro Paese, dove domanda ed offerta sono ancora fra le più basse d'Europa.

Nel mese di giugno il documento – che attualmente consta di 15 articoli – verrà discusso in aula; lo stanziamento nel triennio 2013 – 2015 ammonta a 420 milioni di euro.

Nissan LEAF
Nissan LEAF: 100% elettrica
Secondo il testo, nel 2013 chi rottamerà una vecchia automobile per sostituirla con una vettura con emissioni di CO2 entro la soglia dei 50 g/km potrà usufruire di un incentivo fino a 5.000 euro, mentre il contributo statale si riduce ad un massimo di 1.200 euro se le emissioni della nuova vettura sono comprese nella fascia fra 50 e 95 g/km.

Negli anni successivi il bonus si riduce, scendendo rispettivamente a 4.000 euro (vetture fino a 50 g/km) e 1.000 euro (50 – 95 g/km) nel 2014, mentre nel 2015 i valori scendono rispettivamente a 3.000 e 800 euro.

Fra le vetture che possono essere acquistate (sempre ché il testo non venga rivoluzionato), ci sono vetture elettriche, veicoli ibridi, ma anche tradizionali auto a benzina o gasolio:
  • Nissan LEAF (0 g/km)
  • Fisker Karma (0 g/km)
  • Opel Ampera (40 g/km)
  • Fiat 500 Twinair (92 g/km)
  • Renault Twingo 1.5 dCi 75 CV (90 g/km)
  • Peugeot 208 1.4 8V e-HDi 68 CV (87 g/km).

sabato 30 luglio 2011

Mercato Italia: chi è pro e chi è contro gli incentivi governativi sulle vetture elettriche

Con un certo ritardo rispetto a molti altri Paesi europei e rispetto agli USA, anche in Italia si sta lavorando su una proposta per introdurre degli incentivi governativi per incentivare l'acquisto di automobili elettriche, altrimenti dette veicoli a zero emissioni (ZEV). Parallelamente questi incentivi auto dovranno permettere di rottamare i veicoli più inquinanti, ma i dettagli di queste condizioni non sono ancora stati pubblicati.

Il testo del progetto di legge (denominato Ghiglia-Lulli) prevede un piano di incentivazioni a scalare, partendo dalle immatricolazioni del prossimo anno, per chi acquista vetture a zero emissioni:
  • 5.000 euro per automobili immatricolate entro il 2012;
  • 3.000 euro per automobili immatricolate entro il 2012;
  • 2.000 euro per automobili immatricolate entro il 2014;
  • 1.000 euro per automobili immatricolate entro il 2015.

Il mondo dell'auto, alla disperata ricerca di qualunque segno positivo in un mercato automobilistico che sembra destinato ad una lenta agonia, ha già iniziato a gioire, sebbene ci voglia del tempo prima che la proposta si tramuti il legge (e comunque se ne parlerà dopo le ferie estive) e i dettagli siano ancora in corso di elaborazione, lasciando alcune domande aperte (ad esempio: le vetture ibride sono considerate dal progetto legge oppure no?).

Il principale ambasciatore di questa posizione (approvazione incondizionata) è l'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) il cui Direttore Generale Gianni Filipponi ha dichiarato “Il testo approvato dalle Commissioni riunite, attraverso norme che incentivano e favoriscono la commercializzazione di autoveicoli elettrici, pone ottime basi per la diffusione anche in Italia di mezzi a impatto ambientale zero, che permetteranno di migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città e di raggiungere più velocemente gli obiettivi europei in materia di emissioni”.

Ma c'è anche chi ha accolto la notizia in altro modo e non è affatto contento di questo sviluppo. Si tratta di chi pensa che gli incentivi vadano distribuiti fra tutti i modelli di auto che permettono di ridurre significativamente le emissioni inquinanti (fra le quali figurano le vetture dotate di motori alimentati a metano o GPL) e di chi pensa che sia sbagliato fornire la copertura finanziaria dell'operazione attraverso una tassa di 1,5 centesimi di euro sulle bottiglie in plastica dell'acqua minerale, come previsto dal disegno di legge.

Parcheggio a San Francisco
Il primo gruppo di detrattori hanno come principale rappresentante l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), capitanata dal CEO di Magneti Marelli Eugenio Razzelli, del gruppo Fiat (FGA), che ha dichiarato: "Riteniamo che il progetto di legge Ghiglia-Lulli - ha detto - non avrà né un impatto positivo sul mercato automobilistico italiano né sulla riduzione significativa delle emissioni inquinanti". Riassumendo: incentivi auto sì, ma per tutti (soprattutto per le automobili del gruppo Fiat). Il motivo di questa opposizione è semplice: Fiat è rimasta al palo per quanto riguarda lo sviluppo di motori e veicoli elettrici, visto che il CEO Sergio Marchionne ha sempre sostenuto che lo sviluppo e produzione di automobili elettriche “non sta in piedi da un punto di vista finanziario”, e l'introduzione degli incentivi troverebbe il costruttore impreparato. Ecco perché ad oggi non è previsto nessun prodotto elettrico nella gamma di Alfa Romeo, Lancia o Fiat, tranne la Fiat 500 elettrificata (che – secondo Marchionne – verrà commercializzata in perdita).

Il secondo gruppo è fondamentalmente contrario alla tassazione di molti (chi beve acqua minerale in Italia, uno dei maggiori consumatori al mondo), per favorire pochi (la minoranza di persone che si accosterebbe alla mobilità elettrica, visto che i prezzi delle ZEV rimarrebbero comunque elevati – nonostante gli incentivi statali – rispetto a quelli delle vetture tradizionali). I 34,6 milioni di euro di gettito previsto dall'imposta vanno ricercati altrove, e sono le aziende automobilistiche – in primo luogo – a dover finanziare la crescita delle vetture elettriche.

Citroën C-Zero
A prescindere dalle diverse opinioni e come andranno a finire le cose, è ora che l'Italia partecipi alla rivoluzione elettrica, che sta portando una ventata di cambiamento nel mondo automobilistico dappertutto, tranne che in Italia.

Ed è ora che Fiat pensi seriamente a che tipo di risposta vorrà dare alle varie novità della concorrenza, scegliendo il segmento di Nissan LEAF, Opel Ampera e Chevrolet Volt, le piccole MPV del progetto PSA-Mitsubishi (che ha portato allo sviluppo di Peugeot iOn, Citroën C-Zero e Mitsubishi i-Miev), delle sportive quali la Fisker Karma,  Exagon Furtive e-GT e la Tesla Roadster. La scelta non manca (fra i membri dell'UNRAE), l'offerta aumenta di giorno in giorno.

Voi cosa ne pensate?