Visualizzazione post con etichetta Industria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Industria. Mostra tutti i post

lunedì 9 dicembre 2013

Fiat: 9 miliardi di euro di investimenti per rivitalizzare Europa e Italia

Per porre fine alle perdite in Europa (2 miliardi di euro dal 2011 ad oggi), Fiat metterà in atto un piano triennale che prevede investimenti pari a 9 miliardi di euro in nuovi modelli d'auto, e la rivitalizzazione dei siti produttivi italiani, oggi “quasi vuote”, secondo l'autore dell'articolo, Bloomberg.

Sempre più Fiat 500 nel futuro di Fiat?
Oltre allo sviluppo dei marchi di lusso Maserati e Alfa Romeo, il produttore automobilistico concentrerà i propri sforzi nell'allargamento della propria gamma intorno al concetto di vettura “trendy” di Fiat 500 e quello di vettura “budget” (ovvero a basso prezzo) di Fiat Panda, essendo questi i due modelli di maggior successo in Italia e in Europa.

mercoledì 4 settembre 2013

Accordo su Fiat Mirafiori: SUV Maserati Levante a partire dal 2014


È di un miliardo di euro l'investimento confermato oggi dall'AD Fiat Sergio Marchionne che porterà la storica fabbrica Fiat di Mirafiori a produrre dal 2014 il nuovo SUV Maserati – denominato Levante – e un altro modello futuro, che potrebbe essere un modello Alfa Romeo, uno Sport Utility Vehicle o un ammiraglia.

Maserati Kubang: la concept car che ispirerà il SUV Levante
Mirafiori quindi affiancherà lo stabilimento di Grugliasco – dove nascono la Maserati Quattroporte e la nuova Maserati Ghibli - nella strategia di creare un polo del lusso a Torino.

Sono in molti a tirare un sospiro di sollievo, oggi a Mirafiori viene prodotta solamente l'Alfa Romeo Mito, modello non sufficiente a impiegare tutte le maestranze. La nuova automobile crossover Maserati

mercoledì 19 settembre 2012

Marchionne: "Sopravvivere alla tempesta con l'aiuto dell'America”

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, riguardo la definitiva dismissione (peraltro annunciata lo scorso anno) del progetto Fabbrica Italia da parte di Fiat, l'amministratore delegato dell'azienda automobilistica Sergio Marchionne risponde alle accuse attraverso un'intervista a Ezio Mauro, direttore di Repubblica.

Uno dei punti cardine del contraddittorio di Marchionne è chiarire che è corretto asserire che Fiat non abbia investito recentemente in Italia, visto che è stato speso un miliardo di euro per lo stabilimento Maserati in Bertone, oltre agli 800 milioni di Pomigliano d'Arco, utilizzati per introdurre la produzione della nuova Panda.

Stabilimento Fiat Mirafiori Torino
Lo stabilimento di Mirafiori (foto d'archivio)
Naturalmente tutto questo non dà risposta alle domande che – a nostro parere – dovrebbero essere più specifiche (invece che sparate a casaccio) sullo stabilimento di Mirafiori (per il quale investimenti sono stati prima annunciati, poi ritrattati, poi nuovamente confermati, e così via) o altre fabbriche che al momento attuale non prevedono la produzione di nuovi modelli (almeno nel medio termine).

Nuova Fiat Panda Natural Power blu TwinAir
Nuova Fiat Panda Natural Power, verrà presentata al Salone di Parigi 2012
Oltre a ciò, spiega Marchionne, gli altri investimenti del Gruppo Fiat-Chrysler sono stati orientati ai mercati in crescita, Brasile e Cina in primis (come pubblicato in un articolo dal sito Quattroruote.it), dato che la bassa congiuntura italiana – ed europea – non accenna a migliorare, né ci sono segni di miglioramento per il prossimo anno.

Ma la rinuncia a nuovi modelli” da parte di Fiat “ non è una resa, una rinuncia al mestiere e a stare sul mercato?” incalza Mauro nella sua intervista. "Con un modello nuovo, nelle condizioni di oggi, magari avrei venduto trentamila macchine di più, glielo concedo. Ma magari, mi conceda lei, avrei perso due miliardi di più" è la stringata e realistica risposta di Marchionne, alla quale è difficile obiettare numeri alla mano (soprattutto in considerazione dell'eredità lasciata dagli amministratori precedenti del gruppo automobilistico.

In breve, quello che dice Marchionne è che lanciare modelli d'auto nuovi in mercati dove la domanda è estremamente bassa, come Italia ed Europa è controproducente (l'investimento non avrebbe il ritorno necessario), mentre è vitale guadagnare soldi dove i mercati sono più in salute (Brasile, USA, Cina), per essere in grado – come gruppo – di superare il momento difficile del vecchio continente.

Qualcuno ha un'idea migliore, oltre a criticare l'operato di Fiat? Forse dall'incontro che Marchionne avrà con Mario Monti, Corrado Passera e Elsa Fornero – sabato 22 settembre – ne uscirà qualcuna, ma ne dubitiamo.

Di certo è che anche il direttore di Quattroruote Carlo Cavicchi, nella sua l'Opinione, sembra avere forti dubbi sul risveglio tardivo di molti, riguardo al settore automobilistico, tartassato dalle tasse e maltrattato da tutti, salvo diventare improvvisamente il tema del giorno.

giovedì 17 novembre 2011

Fiat salvata da Chrysler?

Quando Fiat rilevò una Chrysler in bancarotta, nel 2009, nessuno avrebbe potuto immaginare che il marchio americano avrebbe potuto rappresentare – in così poco tempo – una boa di salvezza per la Casa torinese.

Invece le cose stanno andando proprio così, secondo Luca Ciferri di Automotive News Europe.

La situazione attuale infatti è cambiata enormemente, rispetto a soli tre anni fa: il piano di ristrutturazione Chrysler si trova in fase più avanzata del previsto, mentre il mercato europeo dell'automobile è in declino e le previsioni non sono di certo rosee, a causa della crisi dell'euro e dei debiti sovrani. Il mercato dell'auto USA, passando attraverso profonde trasformazioni, è oggi un'isola di stabilità in un mare in tempesta.



Se poi guardiamo alla situazione delle vendite in Italia, scopriamo che il mercato è ai minimi storici, da 15 anni a questa parte.

Secondo Ciferri, se tutto questo fosse avvenuto 10 anni fa, la Fiat avrebbe semplicemente chiuso (riprendendo il tema del nostro post: Fiat senza Marchionne: dove sarebbe oggi?), mentre oggi, grazie a Chrysler, gli introiti delle vendite auto in Italia rappresentano solo il 10% del fatturato globale.

Secondo Autonews, Alessandro Penati del Corriere della Sera avrebbe riportato che “Fiat, con Chrysler, ha fatto registrare il proprio margine operativo al 4,8%, non un grande risultato in sé, ma comunque molto migliore del 2,5% medio registrato da PSA/Peugeot-Citroën e Renault.”.


Che ne pensate di tutto ciò?



giovedì 27 ottobre 2011

Fiat senza Marchionne: dove sarebbe oggi?

Sergio Marchionne e il futuro di Fiat
A che punto sarebbe oggi il Fiat, se Sergio Marchionne non avesse preso le redini del gruppo produttore di automobili, nel lontano 2004?

Se lo è chiesto AutoNews.com, in un articolo pubblicato da Luca Ciferri (clicca qui per il post originale), basandosi anche su quanto scritto da Giuseppe Volpato, preside della Facoltà di Economia all'Università Cà Foscari di Venezia, ed autore di diversi libri sull'argomento auto (e in particolare su Fiat, fra i quali l'ultimo Fiat Group Automobiles. Un'araba fenice nell'industria automobilistica internazionale).

Analogamente a quanto accade nel caso degli allenatori della nazionale, in Italia c'è una sessantina di milioni di persone che “saprebbero fare un lavoro migliore” al posto di Marchionne (è questo il paragone fatto da AutoNews), ecco perché l'operato dell'amministratore delegato di Fiat viene criticato così duramente, in Italia.

Ma alla domanda “Dove sarebbe oggi Fiat se non avesse incontrato Sergio Marchionne sulla sua strada?”, molto probabilmente la risposta corretta è “sarebbe chiusa”. O magari si sarebbe salvato il marchio Alfa Romeo, da molti (fra cui Volkswagen) ambito.

Volpato ricorda che nel giugno 2004 sembrava poco probabile che la divisione auto del gruppo si fosse potuta salvare, l'idea più ricorrente era quella di costringere General Motors a rilevare Fiat Auto. Il produttore americano aveva già acquistato il 20% di Fiat Auto per $2,4 miliardi (nel marzo 2000) e – contrattualmente – si trovava nell'obbligo di acquistare il rimanente 80%. Una strada che molto probabilmente avrebbe portato alla chiusura, o quanto meno ad una posizione di secondo piano nel mondo dell'auto.

Oggi, invece, Fiat è viva e vegeta, possiede Chrysler, ha un fatturato complessivo pari a €58 miliardi e un utile netto di €1,7 miliardi.

Nuova Lancia Thema
Lancia Thema: figlia delle sinergie con Chrysler
Senza contare il fatto che finalmente il gruppo Fiat – grazie alla tecnologia Chrysler – sembra in grado di competere in segmenti finora off-limits per il gruppo italiano (consideriamo le prime positive impressioni su Lancia Thema, grazie alla grande qualità percepita e al posizionamento prezzi particolarmente interessante: quando abbiamo visto un modello così in un salone Lancia?).

Le critiche a Marchionne legate alle attività italiane (dove il mercato sta andando letteralmente a rotoli) hanno la forza di una chiacchierata da Bar Sport, secondo AutoNews, e le critiche andrebbe invece indirizzate sulle vere debolezze di Fiat: Cina, Russia e – aggiungiamo noi – veicoli ibridi ed elettrici.

-->

venerdì 21 ottobre 2011

Mercato e produzione auto in Italia: declino senza fine?


Il mercato italiano dell'auto è in piena crisi, ce lo dicono i risultati del mese di settembre, anche nel confronto con gli altri paesi europei (dove – fra i mercati principali – solo la Germania può permettersi di sorridere), come abbiamo scritto qualche giorno fa (Mercato auto Europasettembre: Italia fanalino di coda fra i mercati principali).

Le previsioni parlano di vendite totali 2011 pari a 1.750.000 auto, e di un ulteriore calo per il 2012, che potrebbe portare il totale delle immatricolazioni a 1.700.000 vetture.

Se rapportati ai volumi del 2007 (quando 2.393.000 automobili vennero immatricolate), i volumi del 2011 comporterebbero un calo del 30% delle vendite, il 2012 del 32% rispetto al picco di 4 anni fa.

Una concessionaria su 5 è a rischio
Recentemente, poi, è aumentata l'aliquota dell'IVA (qualche marchio ha mantenuto i vecchi prezzi per qualche tempo, ma non lo può fare all'infinito), sono aumentate le spese legate all'IPT, i prezzi dei carburanti sono cresciuti a dismisura (complici il costo del petrolio e gli aumenti delle accise): gli effetti della manovra fiscale uniti alla congiuntura internazionale potrebbero essere ancora più dirompenti.

Dove porterà tutto questo?

Secondo Dekra Consulting, in un'analisi effettuata recentemente, il 20% delle concessionarie italiane è destinata a chiudere definitivamente, entro poco tempo, non potendo reggere la pressione (le conclusioni di Dekra si basano sui bilanci 2010 un campione di 1.528 aziende).

Fiat HQ a Mirafiori
Ma, altrettanto sicuro (sempreché non avvengano cambiamenti) pare l'abbandono progressivo dell'Italia da parte di Fiat, visto che alle difficoltà del mercato si sommano anche quelle delle proteste da parte dei lavoratori.

Secondo Marchionne gli scioperi dei lavoratori Fiat sono un messaggio chiaro: “Stai dicendo a qualcuno che vuole investire in questo paese che non sei disposto a partecipare e vuoi imporre condizioni all'investimento, che non sei in grado di controllare.”, secondo quanto dichiarato recentemente a Bloomberg.

C'è un grande e urgente bisogno di una strategia per il settore auto in Italia, ma parrebbe esserci anche una forte penuria di strateghi, nel Bel Paese.


mercoledì 19 ottobre 2011

Alfa Romeo: USA obiettivo principale

Alfa 8c: l'unica auto del marchio ad essere stata (sporadicamente) venduta negli USA dal 1995 ad oggi

L'obiettivo principale di Alfa Romeo è quello di ristabilire la propria credibilità negli Stati Uniti, ha dichiarato in un'intervista Sergio Marchionne (riportata anche da AutomotiveNews.com).

Per questo motivo l'Alfa Romeo Giulia berlina e station wagon (automobile che sostituirà l'attuale Alfa 159) verrà costruita in America, così come verrà prodotta negli Stati Uniti la nuova Chrysler 200 con la quale le due medie Alfa condivideranno la piattaforma produttiva. Chrysler 200 sarà commercializzata a partire dal 2013, Alfa Giulia dal 2014.

La motivazione di questa scelta, secondo Marchionne, è dettata dalla scadente immagine che Alfa Romeo ha sviluppato in Europa, a causa di prodotti dalla qualità scadente e non all'altezza della tradizione del marchio. In USA, al contrario, Alfa Romeo è ancora un marchio dalla grande notorietà, nonostante si sia ritirato dal mercato nel 1995 (poco prima del lancio di GTV e Spider, vetture che forse avrebbero potuto essere vendute con qualche successo nel mercato nordamericano).

Entro il 2011 verrà nominato il capo di Alfa Romeo USA, per poter creare la strategia degli anni a seguire.

Il rilancio in USA farà poi da pedana per un ritorno in grande stile anche in Europa.

Alfa Romeo è divenuta la sfida più grossa per il CEO di Fiat e Chrysler, viste le deludenti performance che portano in continuazione alla riduzione degli obiettivi (per il 2011 il target è di 155.000 auto, mentre sono 300mila le vetture che si sarebbero dovute vendere secondo i piani iniziali).

Alfa Romeo sbarcherà negli Stati Uniti a metà 2013, con l'Alfa 4C, una coupé in edizione limitata che dovrebbe adottare un nuovo motore da 1,8 litri turbocompresso ad iniezione diretta, capace di erogare fino a 300 CV (220 kW). Il propulsore rispenderà alle normative europea Euro 6 e statunitense Tier2Bin5.

Un'altra motorizzazione che verrà utilizzata da Alfa romeo sarà il motore Chrysler V6 Pentastar, nella conformazione da 3,6 litri (da 290-300 CV, 213-220 kW), ma anche in versioni di minor cilindrata.

Il lancio di Alfa Romeo 4C Concept verrà seguito da una serie di altri prodotti (v. nostro articolo Alfa Romeo in USA: ritardi e cancellazioni), fra i quali un SUV compatto e un'ammiraglia su base Maserati.
Le vetture Alfa Romeo saranno esposte nei saloni delle concessionarie Fiat (attualmente 124 in tutti gli USA: eccone la mappa).
Alfa Romeo 4C Concept al debutto (Ginevra 2011)